Mercoledì, 07 Settembre 2016 15:58

Un incontro con l'Ars Magica

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Conosciuta e rinomata a livello mondiale, la 07th Expansion, alla quale fa capo Ryukishi07, deve la sua grande notorietà a titoli ormai di culto principalmente legati alla serie When They Cry, ovvero i celeberrimi Higurashi no Naku Koro ni e Umineko no Naku Koro ni.
Entrambe visual novel rilasciate rispettivamente tra il 2004 e il 2008 episodicamente nel corso dei vari Comiket, hanno raggiunto un successo mondiale che ha consentito a questi giochi, nati come semplici doujin per PC, la possibilità di venire portati su diverse console, quali Playstation e Nintendo DS, senza tralasciare adattamenti anime di eguale fortuna.
Nessuno di questi ha mai però raggiunto il suolo italiano sotto forma di prodotto commerciale, quindi senza ampie conoscenze di lingua giapponese era pressoché impossibile reperire una qualsiasi di queste versioni. Questo fino a qualche anno fa, quando un gruppo di volenterosi italiani, uniti sotto il nome Ars Magica, ha preso il coraggio a due mani e si è lanciato nel progetto di realizzare una traduzione completa dei due capitoli di Umineko, per un totale di 8 Episodi e quasi 100 ore di lettura!
Dopo il raggiungimento di una certa notorietà che contraddistingue i volenterosi traduttori coinvolti ed essendo ormai prossimi alla conclusione della mastodontica opera messa in atto, è con grande piacere che ArtHub vi propone quest’intervista a caldo rilasciata dal portavoce del gruppo, RedKey, con il quale abbiamo scambiato diversi pareri ed ottenuto maggiori delucidazioni sul loro lavoro.

D: Come primissima cosa, vorremmo sapere qualcosa di voi. Della vostra storia. Com'è nata l'Ars Magica, e quando di preciso?

R: L'idea di tradurre Umineko no Naku Koro ni è nata nell'estate del 2009 da Titto, un vecchio membro che possiamo dire è stato il 'fondatore' dell'Ars Magica. Io sono entrato a far parte del gruppo solo nel gennaio 2010, a progetto già avviato (era appena iniziata la traduzione di Legend of the Golden Witch [Il primo degli otto episodi di Umineko]). A quei tempi comunque eravamo disorganizzati, non ci eravamo prefissati alcuna scadenza né avevamo certezza di riuscire ad andare oltre il primo Episodio. Durante lo sviluppo del progetto in questi due anni però è nato uno "zoccolo duro" composto da membri affiatati che, benché ridotto rispetto agli inizi, si è mantenuto costante. Il nostro ritmo di lavoro è molto più rapido ora.

D: Ora che abbiamo parlato della vostra storia passata ci piacerebbe esplorare più da vicino il vostro lavoro: tra quei nove rimasti così affiatati e ben organizzati, come dividete il lavoro?

R: Io estraggo la parte grafica e lo script dell'Episodio, e divido quest'ultimo in capitoli, a loro volta suddivisi per comodità in più parti. Swigun, Maruko, Occultics, Kaw e Dario le traducono, Maria e Sympho ricontrollano i testi per eventuali errori e tenere il più possibile uniformità di traduzione, che poi tornano a me per essere inseriti nello script finale dopo i dovuti accorgimenti.
Fatto ciò avviene il beta testing, ad opera di Ronso, Sensei e Swigun. Alla fine, chiru, che si occupa del nostro sito, pubblica la patch online.

D: Approposito del controllo del testo, tendete sempre a dargli uniformità fra di voi oppure fra gli "addetti ai lavori" ci sono dei membri che conoscono la lingua giapponese ad un livello tale da poterla usare come riferimento?

R: Il fulcro principale è la traduzione inglese, sia per l'adattamento italiano che per il controllo della fedeltà Ci affidiamo al giapponese quasi esclusivamente per alcune frasi particolarmente ambigue, di difficile resa, o per cui è fondamentale saper mantenere integro il significato letterale (ad esempio il testo rosso, o la soluzione dell'Epigrafe).
Ciò è causato dal numero esiguo di membri che conoscano il giapponese ad un livello adeguato.
Ricontrollare tutto il testo originale è possibile, ma allungherebbe a dismisura i tempi di produzione.

D: Dunque lavorate principalmente basandovi sul lavoro anglosassone. Anche il vostro modus operandi è simile a quello del gruppo inglese oppure vi sono differenze nell'approccio al progetto?

R: In linea di massima è lo stesso, tranne alcuni accorgimenti: per noi è un po' più semplice, dato che della traslitterazione dei nomi, effettuata attraverso contatto diretto con l'autore, e della struttura base dello script per ONScripter se ne sono già occupati The Witch Hunt - ringrazio in particolare Klashikari e chronotrig, che si sono sempre mostrati molto disponibili nei nostri confronti. Per certi aspetti invece è leggermente più difficile, dato che cose come le lettere accentate, proprie della nostra lingua, non sono nativamente supportate dal programma.

D: Ora vorremmo toccare un argomento che per alcuni potrebbe risultare scontato, ma ci teniamo a chiarire questo fattore per quanti sono rimasti perplessi dalla scelta passata di escludere l'universo del fansub. Come si differenzia il vostro lavoro di traduzione rispetto al mondo dei fansubbers?

R: Prima di tutto chiariamo una cosa: in quanto a legalità in generale il mondo delle traduzioni fan delle visual novel si colloca nella stessa area grigia del fansub - teoricamente i gruppi lavorano con la richiesta di un produttore di cessare l'attività (la famosa lettera Cease & Desist) come una spada di Damocle.
Secondo me, da un lato sono tollerate perché comunque raggiungono un numero molto esiguo di persone, o comunque perché alle compagnie coinvolte non interessa condurre una "caccia alle streghe" in questo senso.
Dall'altro, ci sono gruppi doujin, magari emergenti o non molto famosi, che accolgono molto volentieri l'opportunità di far conoscere il proprio lavoro a una fetta più ampia di mercato a costo zero. Di questo fa parte Ryukishi07 che, nonostante sia famoso nell'ambito, principalmente grazie ad Higurashi, si è dimostrato molto gentile ed entusiasta nel sapere che Umineko avrebbe avuto una traduzione italiana.

D: Oltre ad essere il primo gruppo italiano ad aver portato a compimento e con successo una traduzione mastodontica del calibro di Umineko siete addirittura riusciti ad ottenere il via libera dallo stesso autore. Come avete ottenuto un tale risultato? É stato difficile convincere la 07th Expansion?

R: No, assolutamente. A onor del vero, abbiamo lavorato per molto tempo con una certa esitazione prima di scrivere alla 07th Expansion - non eravamo ancora sicuri di poter finire ciò che avevamo cominciato, e volevamo evitare eventuali brutte figure con l'autore. Poco tempo fa (era già uscito l'Episodio 7) abbiamo deciso che quello sarebbe stato il momento giusto per contattarli, e Ryukishi07 ci ha risposto subito dandoci la sua approvazione.

D: Dopo Umineko intendete rimanere fedeli alla 07th Expansion e tradurre anche Higanbana no Saku Yoru ni. Avete altre previsioni o idee per quando completerete anche questo progetto?

R: Oltre ad Higanbana, tradurremo Umineko no Naku Koro ni Hane, un brevissimo cd aggiuntivo che davano al Comiket 81.
Umineko no Naku Koro ni Tsubasa, che contiene altre brevi storie, è ancora in forse, ci servirebbero più traduttori dalla lingua originale dato che non è mai stata fatta una patch inglese completa.
Al prossimo Comiket estivo uscirà Rose Guns Days, sempre della 07th Expansion, ma non vogliamo prendere impegni ancor prima di averlo letto e aver visto se è di nostro gradimento.

D: Della produzione 07th non avete considerato Higurashi no Naku Koro ni, opera prima e portabandiera della compagnia. qualche ragione in particolare per ignorarla?

R: Ci abbiamo pensato a lungo quando abbiamo discusso su cosa fare dopo Umineko, ma abbiamo concluso che significherebbe altri due anni circa di lavorazione, e siamo un po' restii a prendere di nuovo un impegno a così lungo termine. Vogliamo cimentarci in qualcosa di più breve.

D: Bene, ora che abbiamo chiarito le vostre intenzioni future, sarebbe interessante passare ad un argomento più ampio. Dal vostro punto di vista, quali possono essere considerati i punti di maggior differenza tra le visual novel e gli altri media di animazione giapponese come anime e manga? Pensate che siano queste differenze la causa del loro minor successo, oltre ai problemi di diffusione?

R: Mentre gli anime e manga sono diventati un fenomeno molto diffuso in diverse parti del mondo, le visual novel sono ancora viste come appartenenti a una ristretta cerchia di pubblico otaku. Non hanno avuto la stessa diffusione, complice probabilmente la concezione delle compagnie di videogiochi di ciò che può risultare essere un prodotto adatto al mercato occidentale, in cui come possiamo vedere sono pochissimi i titoli di questo genere, e la conseguente mancanza di mezzi per superare la barriera linguistica e raggiungere il grande pubblico anche in Occidente.
Ogni gruppo di traduzione ha naturalmente come obiettivo principale il far conoscere queste opere di nicchia e permettere al maggior numero possibile di utenti di poterne usufruire.

 

D: Come vedete la diffusione delle visual novel in Italia?

R: Non ricordo alcuna traduzione ufficiale in italiano. Il massimo che mi viene in mente è Ace Attorney, che non è una visual novel. Questo tipo di prodotti, a meno che ibridati con altri generi e gameplay, difficilmente vedranno la luce.

D: Grazie per averci concesso il vostro tempo. Come ultimo, immaginiamo che voi siate dei promotori dell'acquisto dei prodotti originali. Se doveste esortare i nostri lettori ad acquistare delle novel originali, come lo fareste?

R: Molti prodotti hanno una versione trial liberamente scaricabile (quella di Umineko anche tradotta in inglese da The Witch Hunt con tutto l'Episodio 1), consiglio sempre di consultarla per essere convinti dell'acquisto.
Dal canto nostro, cerchiamo di agevolare la transazione nel modo più semplice possibile. Link diretti ad hobibox, istruzioni all'interno del readme, supporto diretto. Insomma, quello che è in nostro potere fare, lo facciamo.

Dimostratisi molto disponibili, i membri della Ars Magica hanno chiarito la loro personale visione riguardante il mondo delle visual novel ed hanno aperto una finestra su un mondo che è ancora ben lungi dall’essere maturo, ma tuttavia in espansione costante. Confidiamo che la lettura sia stata piacevole e che i nostri affezionati lettori abbiano trovato gradito quest’angolo di curiosità riguardante una fetta di mercato che, benché poco apprezzata in occidente, sta prepotentemente invadendo la concezione occidentale del giocare “alla giapponese”.

Letto 573 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Settembre 2016 02:56
ArtHub

Amministratore di ArtHub. Sono un appassionato dell'intrattenimento moderno, tanto che la considero arte. Un po' pazzo e un po' serio, possiedo anche la passione per la scrittura e studio per diventare giornalista.

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