ArtHub - Articoli recenti
Mercoledì, 07 Dicembre 2016 13:43

Quanti di voi che ci seguite, a casa, hanno anche un giardino da tenere curato? Non posso dirlo con esattezza, ma scommetto che sarete in molti.
E molti di voi, di conseguenza, sapranno quanto è importante uno strumento come il rasaerba per la manutenzione del proprio prato.
Stamattina mi sono svegliato e, come sempre, mi sono preparato per uscire. Appena ho varcato la porta di casa, tuttavia, mi sono accorto subito che questa volta c’era qualcosa che non andava. Infatti si sentiva una stranissima puzza di bruciato, che di solito, durante le altre mattinate, non era presente.
È partita subito la caccia al problema, perché non sapevo cosa fosse la causa di quella puzza di bruciato. Dopo svariati minuti di ricerche, ho avuto l’illuminazione: E se fosse il rasaerba che ho utilizzato ieri sera? Sono andato subito a controllare nel ripostiglio dove tengo tutti gli strumenti legati al giardinaggio, e con somma sorpresa... bingo! Ecco la causa del problema. Al rasaerba si è fuso il motore. Forse per il troppo utilizzo oppure forse per l’età. Era un vecchio tagliaerba che la mia famiglia aveva comprato circa dieci anni fa, intorno al 2006-2007 (più o meno, non ricordo con esattezza), ed è un modello non più in commercio.
Fatto sta che mi ritrovo senza più il mio rasaerba di fiducia. Per fortuna non ho fretta di acquistarne un altro, poiché siamo in pieno autunno (tra un po’ è inverno) ed in questo periodo l’erba del prato cresce molto, ma molto lentamente. Come se non bastasse, l’ultimo taglio l’ho fatto ieri, come vi ho già raccontato. Ho tempo fino a primavera per correre ai ripari e trovare un sostituto per il mio giardino.
Pur non avendo fretta, poiché sono il solito impaziente, mi sono già messo a cercare su internet per dei possibili acquisti, ed ho trovato questo sito sui Tagliaerba che vi condivido con piacere, nel caso qualcuno di voi in futuro dovesse ritrovarsi nella mia medesima situazione, perché ho trovato il sito davvero interessante, oltre che molto chiaro.
Lo ammetto, seppure fare giardinaggio mi piace come hobby, non ne so molto al riguardo. E mi serviva davvero tanto trovare un sito come questo che mi spiegasse che tipo di rasaerba facesse al caso mio e andasse bene per rasare il mio giardino e mantenerlo bello e splendente. Ora non mi resta altro che decidere tra...

Rasaerba a scoppio oppure elettrico?


Il mio precedente rasaerba usava il motore a scoppio. Tuttavia il mio giardino non è niente di che, risulta essere piuttosto piccolo. Leggendo quell’utile articolo, mi son reso conto di come, per le mie esigenze, potrebbe essere decisamente più comodo ed utile utilizzare un rasaerba elettrico ed abbandonare l’idea di riprenderne uno a scoppio. Cosa che effettivamente ha un senso, non potete immaginare quanto sia stato difficile da mantenere ed utilizzare il mio vecchio rasaerba a scoppio in questi anni, quindi sto seriamente valutando di acquistarne uno elettrico che dovrebbe essere decisamente più adatto alle mie esigenze.
Credo che continuerò a leggere le recensioni presenti su quel sito riguardanti i rasaerba elettrici più popolari in commercio e poi procederò all’acquisto del mio nuovo rasaerba! Sperando che sia la scelta giusta e che possa avere una lunga vita. Se me lo chiederete nei commenti, in primavera potrei raccontarvi anche questa mia prima esperienza! Fatemi sapere!
Ci vediamo, alla prossima!

Martedì, 08 Novembre 2016 15:12

Dopo l'uscita del primo trailer, ora arrivano altri due video del prossimo film Disney e viene reso noto che l'artista Haruki Ueno lancerà a settembre su Magazine Special un adattamento manga del film d'animazione Big Hero 6, tratto a sua volta dal fumetto omonimo della Marvel Comics, casa editrice di proprietà della Marvel Entertaiment, dal 2009 in mano alla Walt Disney Company. Inoltre, sul numero 36/37 di Shounen Magazine che uscirà il 6 agosto prossimo, ci sarà un episodio 0 che farà da prologo alla storia.

Finora ci sono stati alcuni adattamenti in oneshot delle pellicole cinematografiche della Walt Disney, come "Rapunzel", "Wall-E" e "Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma", ma questa è la prima volta che assistiamo ad un adattamento cartaceo completo e che anticipa l'uscita del film stesso. Il 54° lungometraggio della Disney è diretto da Don Hall e Chris Williams, che ha partecipato in "Mulan" e "Le Follie dell'Imperatore", e tra i produttori abbiamo Roy Conli, famoso per altri film come "Rapunzel", "Hercules" e "Tarzan". L'uscita del film arriverà prima in Nord America il 7 novembre, seguito dal Giappone (qui col nome di "Baymax") il 19 dicembre e in Italia dal 25 dicembre. La canzone principale sarà Edge of the Earth dei Thirty Seconds to Mars e durante la proiezione del film sarà contenuto anche il cortometraggio Feast.

Il fumetto originale è nato dalle menti di Steven T. Seagle e Duncan Rouleau e si tratta di un team di sei supereroi al servizio del governo giapponese, tra cui anche Hiro Takachiho e Baymax, protagonisti indiscussi di questa nuova pellicola. Ne sono usciti 3 numeri di questo comic, dal titolo "Sunfire and Big Hero Six", da settembre a novembre del 1998, poi i suoi personaggi fanno un'apparizione nel n°17 di un altro fumetto: Alpha Flight. Nel 2008 la storia è stata ripresa, anche se ambientata in un altro universo, con un nuovo titolo, Big Hero Six, e ha raggiunto quota 5 volumetti nel 2009. In Italia la serie è inedita.

Trama:
Hiro Hamada, un giovane esperto di robotica, rimane coinvolto in un complotto criminale che minaccia di distruggere la frenetica e tecnologica città di San Fransokyo. Con l'aiuto del suo robot Baymax e dei suoi amici Go Go Tomago, Wasabi, Honey Lemon e Fred, il ragazzo prodigio tenterà con la sua squadra di supereroi di salvare la città.

Video collegato

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Lunedì, 10 Ottobre 2016 15:58

I più affezionati al manga culto di Akira Toriyama non avranno perso l’occasione di vedere “ Dragon Ball Evolution”, film prodotto dalla 20th Century Fox e proiettato nelle sale cinematografiche italiane qualche anno fa. Dopo il suo annuncio, è partita la solita azione propagandistica con l’uscita di trailer, interviste e immagini.
Molti otaku sparsi nel web, speranzosi di vedere il nostro Goku in carne ed ossa combattere contro le forze del male, hanno scritto una miriade di notizie sull’evento.
Per chi ha visto il film, quelle speranze sono inesorabilmente cadute. Orrore, disperazione! Il live-action è una catastrofe.
Tutti a chiederci Dove sia Dragon Ball.
Sembra di assistere a un insieme di scene mal connesse fra loro e con effetti speciali ridicoli, ma procediamo per ordine.



In tempi antichi, la Terra fu vicina alla distruzione invasa da alieni provenieni da Namec. Per proteggere il pianeta da un ulteriore attacco, sette saggi crearono sette sfere di cristallo, le Dragonball. Piccolo, un namecciano, è ora tornato per prendersi la sua rivincita sugli umani. Solo un guerriero è in grado di evitare il peggio, Goku, che nel giorno del suo 18° compleanno imparerà a confrontarsi con se stesso e il suo destino. Dopo la morte del nonno, Goku, insieme ad un’inguardabile Bulma (non esteticamente s'intende!), andrà alla ricerca del maestro Muten che lo metterà a conoscenza del potere delle sfere del drago.
Al giovane eroe viene affidata una missione fondamentale: ritrovare le sfere e fermare Piccolo.

Oltre i nomi non vi è nulla nel film che ricordi l’opera di Toriyama. Goku innamorato di Chi Chi, la più bella della scuola, si trasforma nel tipico adolescente incapace con le donne che, alla Smallville, viene preso in giro dai bulletti di turno ai quali non può mostrare la sua vera forza per volere del nonno.
Spontaneo è chiedersi se il regista James Wong abbia mai letto o quantomeno visto Dragonball. La 20th Century Fox ha sfruttato il buon nome dell’opera di Toriyama per attirare le folle e lasciarle a un prodotto altamente scadente.
Anche la trama è poco chiara. Sappiamo del ritorno di Piccolo dopo milioni di anni, ma non conosciamo il modo in cui è tornato e il perché cerca le sfere per completare il suo piano di vendetta. I personaggi secondari sono inconsistenti. Chi Chi, ad esempio, è utilizzata solo per inserire un po’ di romanticismo nel film e far cadere l’etichetta di sfigato dalla faccia Goku.
La narrazione è spesso incoerente: si passa da un luogo all’altro senza un particolare nesso logico. Gli effetti speciali della battaglia Goku VS Piccolo sembrano di altri tempi (ricordano quelli dei Power Rangers).
Una pellicola davvero scarsa il cui insuccesso potrebbe frenare l’impertinente idea della Fox di trasformare in film anche una delle più conosciute opere di Watanabe, Cowboy Bebop.

Giovedì, 06 Ottobre 2016 11:38

Mentre fuori la pioggia scrosciava incessante
Ho affrontato il sogno del mio ideale finale
Poi ho ripreso ad andare avanti
Tutta bagnata e con le mani tremanti

Ho radunato tutti i miei ricordi incolori
Con le mie piccole mani piene di spine
Finché non ci ho saldato
Le ferite nel mio cuore

L'amore e la gentilezza...Sarei disposta a perderli
Per riavere in cambio ciò che ho perduto

Anche se essere ferita è nel mio destino
Il mio cuore è ancora pieno di colori
Questa è l'ultima polvere di stelle, ora torno a volare
Polvere alla polvere, cenere alla cenere
Fin oltre l'orizzonte
Oh miei frammenti di speranza, raggiungetelo

L'effimera pioggia ha smesso di scendere
Al suo posto, una gelida brezza ha preso il controllo di questa notteCon solamente la solitudine al mio fianco
Esco a fare una passeggiata

Non mi importa se tutto ciò che ritengo giusto
Si dimostrasse essere stato un errore
Finché posso proteggere ciò in cui credo

Coperto di cicatrici
Il mio cuore di vetro è
La luce dei lampioni emana un tepore che avevo dimenticato
Questa è l'ultima polvere di stelle, ora torno a volare
Polvere alla polvere, terra alla terra
Fin oltre l'orizzonte
Oh miei frammenti di speranza, raggiungetelo

Brave Shine

Stay the night

Stay the night

Your brave Shine

Brave Shine

Anche se essere ferita è nel mio destino
Il mio cuore è ancora pieno di colori

Addio, giudei
Tornate alla cenere
Cenere alla cenere
Fin oltre le debolezze del mio passato
Coperto di cicatrici
Il mio cuore di vetro è
La luce dei lampioni emana un tepore che avevo dimenticato
Polvere alla polvere, cenere alla cenere
Fin oltre l'orizzonte
Oh miei frammenti di speranza, possiate vivere in eterno

Venerdì, 30 Settembre 2016 14:40

Piccola premessa: Questa rubrica non vuole assolutamente sostituirsi ad una guida turistica, qui trovate solo delle impressioni e situazioni maturate a Tokyo da una parte dello staff del sito.

Akihabara è il quartiere di Tokyo più devoto all'intrattenimento giapponese, qualsiasi materiale legato al mondo dell'animazione, manga e videogames è possibile trovarlo in uno dei tanti negozi presenti ad Akihabara. Usciti dalla stazione capiamo subito di trovarci nel famoso paradiso Otaku, le enormi pubblicità di Bakemonogatari e Left 4 Dead 2 ricoprono i palazzi fuori dalla metropolitana.

Come già detto ad Akihabara non esiste gadget legato all'universo Otaku che non si possa comprare o ammirare nelle vetrine speciali che solitamente i negozianti posizionano nel piano terra. Lo shop più importante è sicuramente il palazzo della catena Mandarake, 6-7 piani divisi per categoria: Videogames, Figure, Anime DVD, Yaoi, Yuri, Manga, Hentai, Idol e DVD pornografici. In Giappone i negozi sono disposti su più piani, ad Akihabara anche i locali più piccoli dispongono di 5-6 piani di materiale suddiviso nelle categorie sopra elencate.

L'aria che si respira ad Akihabara è proprio quella che spesso intravediamo nei manga, ragazze in cosplay che pubblicizzano per strada i locali dove lavorano e centinaia di pubblicità e negozi legati all'animazione e alla tecnologia. C'è veramente poco da dire su Akihabara.

I negozi che vendono hitec sono anch'essi suddivisi per piani e categorie, fotocamere, notebook, Apple, telefonini ecc.

Nakano oltre ad ospitare il famoso Sun Plaza (Hotel e concert hall) offre un centro commerciale all'aperto a pochi passi dalla stazione, usciti dalla metro ci si trova di fronte ad una via coperta da un caratteristico tetto con all'interno diversi negozi e ristoranti.

Arrivati al Sun Plaza per il concerto delle Morning Musume ci ritroviamo immediatamente invasi da centinaia di anziane in tenuta Wota. Le simpatiche e energetiche nonnine uscivano proprio in quel momento dalla sala dedicata al concerto di un gruppo di idol di sesso maschile.

Non facciamo in tempo a digerire le nonnine che finalmente facciamo la conoscenza dei famosi wota dell'Hello Project.

Come potete vedere dalle foto sono tutti organizzatissimi, foto di idol sui vestiti, magliette dedicate ai gruppi dell'Hello Project e raccoglitori pieni di foto da collezionare e scambiare.

Uno dei tanti fanclub di Tanaka Reina si mette in posa per scattare una foto commemorativa del tempietto dedicato al compleanno della Idol.

Sembravano tutti molto sorpresi e incuriositi del nostro interesse verso un gruppo giapponese come le Morning Musume: per loro è davvero strano immaginare un occidentale appassionato di qualcosa che ha origine in Giappone.

Gli Otaku (di manga e anime) al contrario dei loro colleghi Wota sembrano essersi scrollati di dosso quell'aria e look da nerd che li rappresenta in molti manga e telefilm, scordatevi di trovare folle di " sfigatelli " in giro per Akihabara a comprare manga e sfogliare hentai, la maggior parte degli Otaku di giovane età si presenta con un look non molto differente dai giovani alla moda di Harajuku e Shibuya.

Girando per le strade e metropolitane giapponesi sembra quasi che l'interesse verso i manga e l'animazione sia un po' calato per dare spazio ad altre forme di intrattenimento come la musica o la lettura di romanzi. In metropolitana e nei bar sono molte le persone che decidono di passare il tempo leggendo un libro o smanettando con il cellulare e iPod.

E' noto a tutti l'interesse dei giapponesi verso l'occidente ma pochi sanno come questo interesse viene affrontato dalla società giapponese. Girando per Tokyo un italiano non può non stupirsi di fronte a gli innumerevoli bar, ristoranti e negozi di vestiti che portano nell'insegna bandiere e nomi italiani. I Giapponesi sono assurdamente attratti dall'Italia, in questo paese il made in Italy sembra essere la massima espressione di bellezza, benessere ed eleganza.
L'interesse verso L'America o gli altri stati europei non è assolutamente paragonabile, l'Italia è amatissima quasi sotto qualsiasi aspetto. Dopo aver capito la nostra nazionalità un ragazzo statunitense che lavora da 6 anni a Tokyo è scoppiato a ridere dicendoci "Qua le ragazze preferiscono imparare l'italiano al posto dell'inglese".

Nei prossimi giorni: pub, i locali di Shibuya e molto altro!

Martedì, 27 Settembre 2016 16:59

Mentre in Occidente i videogiochi arcade hanno vissuto i loro anni di gloria, in Giappone il fenomeno delle macchine a gettoni continua ad essere importante. Il merito va anche alla strategia su cui si è deciso di puntare, abbinando i coin-op ai giochi di carte collezionabili. Oltre ad avere una bella figurina, tale espediente permette di estendere la propria esperienza di gioco, nonché la possibilità di sfruttare potenziamenti ed accessori in-game non ottenibili altrimenti.

Tutta questa premessa era necessaria per introdurre il successo di Aikatsu, franchise nell'ultimo periodo cresciuto enormemente con anime, manga e persino romanzi. Ma il brand di Bandai Namco nasce appunto nella sua formula arcade e sta facendo impazzire non tanto il pubblico a cui è destinato, ossia le piccole videogiocatrici, ma soprattutto otaku grandicelli che sembrerebbero aver monopolizzato i bassi cabinati, di fatto non progettati per loro.

Nelle sale da giochi sono stati addirittura affissi degli annunci per invitare gli Aikatsu oji-san (“gli zietti di Aikatsu”) a lasciar giocare tutti. Tuttavia le lamentele non si limitano a questi comportamenti, i genitori non sono contenti di sapere che loro bambine fanno la fila dietro degli adulti, c'è poi chi ha fatto notare che i terribili oji-san acquistano massicciamente rispetto alle possibilità delle bimbe, aggiudicandosi tutte le carte rare in circolazione.

Ricordiamo che Aikatsu nell'anime presenta l'Accademia Starlight, un prestigioso istituto scolastico dove le studentesse si allenano per diventare delle idol. Nel videogioco arcade si può creare una di queste cantanti, sceglierle i vestiti e prepararla al meglio per partecipare ad audizioni e concerti. Di seguito trovate alcune macchine da gioco di Aikatsu e noterete che gli oji-san sono costretti a sedere su piccole sedie oppure a rimanere inginocchiati per tutto il tempo. Le foto sono state prima condivise su Twitter e poi raccolte dalla fonte giapponese Naver Matome.

Domenica, 25 Settembre 2016 16:26

I più esperti di voi sapranno già che esiste già un Ghibli World realizzato all'interno del gioco di Minecraft, e la mappa era ed è tuttora molto popolare tra i videogiocatori di questo gioco. Ma tale ricostruzione aveva fuso assieme tutte le pellicole nate dallo studio di Mitaka, con i vari mondi riprodotti in una scala più piccola e con un cura meno certosina (senza nulla togliere al lavoro svolto) rispetto al progetto che oggi vi presentiamo. Due appassionati si sono infatti concentrati solo esclusivamente su La Città Incantata, ed il risultato di tante ore di costruzioni lo si può vedere in questa pagina, con le immagini che oggi Alan Becker (uno dei due ragazzi) ha condiviso su Reddit, esclamando pieno d'orgoglio: “Ho costruito in Minecraft l'intero mondo de La Città Incantata!”

Potete scaricare online, sul sito ufficiale del progetto, la mappa del progetto, dove troverete la città popolata da fantasmi, le terme, la palude e tutto il resto. A proposito dei bagni termali, che sono uno dei luoghi più affascinanti legati alla cultura giaapponese, ma questo sicuramente lo saprete già se siete appassionati, se siete in giappone ma però ancora non potete raggiungere le Dogo Onsen e i posti che hanno ispirato il film premio Oscar, nel frattempo potete accontentarvi di una passeggiata virtuale nel rifacimento a cubetti.

Ecco alcune immagini:

Mercoledì, 21 Settembre 2016 14:10

Ebbene sì, una piccola parte dello staff di ArtHub.it si trova nella capitale Giapponese per una vacanza con data di ritorno ancora da definire. Di seguito riportiamo alcune note tratte dal loro diario di viaggio!

Arrivati all'aeroporto ci si sente catapultati nel futuro, pulitissimo, insonorizzato e tutto perfettamente collegato ai mezzi più importanti: metropolitana, treno, pullman e taxi. Appena terminato il viaggio Narita - Tokyo (in pullman per 5000 Yen - 35 euro circa) ci dirigiamo con la metro a Shinjuku dove ci aspetta una segretaria della Sakura House che dopo qualche carta da firmare e raccomandazione ci lascia le chiavi per la casa a Meguro.

Questa è la zona dove abitiamo, siamo circondati da centinaia di negozi e dalla linea principale della metropolitana di Tokyo. Al piano sopra di noi abita una simpaticissima vecchietta che tutte le mattine ci saluta o ci augura un "guddo job!" dalla finestra!

Il primo quartiere che visitiamo è Harajuku, popolare per i giovani e negozi alla moda. Ci dirigiamo immediatamente al Gorakudoh per cercare un biglietto per il concerto di Nakano delle Morning Musume: il negozio è piccolissimo ed offre una quantità mostruosa di biglietti delle Morning Musume, Berryz, C-ute e Arashi. La prima cosa che ci sorprende è la clientela del negozio, ragazzine e anziane over 50 completamente incollate alla vetrinetta dedicata agli Arashi (gruppo composto da cinque 25enni) e uomini sui 30 dalla parte opposta ad ammirare i biglietti dedicati ai gruppi dell'Hello Project.

Comprato il biglietto giriamo un po' Harajuku e notiamo immediatamente che le bancarelle sono tutte dedicate alla moda giovanile ed al mondo della TV giapponese, abbigliamento stravagante e intere collezioni di foto raffiguranti idol avvolgono tutto il quartiere, mentre il primo posto dove mangiamo si chiama Lotteria ed è un fast food Giapponese.

Prima di lasciare Harajuku ci dirigiamo verso il famoso ponte che ospita gli stravaganti cosplayer del posto ma il risultato è decisamente negativo, non essendo domenica il ponte è vuoto e non ci resta che sorpassarlo e visitare il bellissimo parco e tempio di Harajuku.

Il parco è pulitissimo ed al suo interno regna una pace totale disturbata soltanto dall'evocativo suono delle campanelle vicino a gli alberi del tempio e dallo scorrere dell'acqua all'interno dei tempietti per la purificazione. All'interno del parco è sorprendente come lo staff del tempio si suddivide i compiti per mantenere pulita la zona: la cura nel pulire i sentieri è maniacale!

La TV Giapponese (anche conoscendola bene) riesce immediatamente a stupirci, di prima mattina iniziano a mostrare le foto di un killer con tanto di interminabile confronto tra il vecchio e nuovo look del ragazzo. La cosa particolare è che le indagini sono illustrate da gente che solitamente si occupa di stranissimi giochini o stravaganti pubblicità (eh sì, c'era anche il nostro pessimo connazionale Panzetta), il tutto è di un ilarità imbarazzante!

Nel pomeriggio visitiamo Shibuya, il quartiere delle grandi marche e della vita notturna (un po' come tutta Tokyo d'altronde). Inspiegabilmente il primo negozio in cui entriamo è una delle TANTE pornoteche di 6 piani presenti a Tokyo; il materiale al suo interno è qualcosa di assurdo, il mercato pornografico Giapponese è il più vasto e vario del mondo, 6 piani completamente ricoperti da DVD a tema. Siamo stati ingannati dalle action figure e manga presenti all'entrata! Usciamo!

La giornata a Shibuya scorre velocemente, negozi di grandi stilisti italiani, caffetterie di lusso e qualche giretto al Shibuya 109, centro commerciale dedicato completamente alla moda giovanile femminile: all'interno del palazzo il 99% delle persone è formato da ragazze e donne!

Nei prossimi giorni: Akihabara, Nakano, Wota, Otaku, l'Italia in Giappone, pub e i locali di Shibuya!

Domenica, 18 Settembre 2016 11:03

Soldati senza nome giappono a terra
Esplosioni ovunque
Adesso mi porti via dal pericolo
Che ci è stato presentato in faccia
Ma là fuori chi ci guarderà le spalle?
Perché non possiamo restare qui

È game over.
Adesso odiamo i nostri stessi fratelli
Faccio fatica ad andare avanti

Ma è così.
Continuo ad andare avanti
Sono curiosa di saperne di più
Ma dentro di me so che è meglio non sapere
Sopra la testa i robottoni volano in alto
E non si fermano maiRiusciremo mai a raggiungere un mondo di pace e di sorrisi?
Puoi starne certo
Che un giorno riavremo quei momenti

Finestre rotte, vetri a terra
Esplosioni ovunque
Adesso mi salvi dall'oblio
Che ci è stato presentato in faccia
Ma là fuori chi ci guarderà le spalle?
Perché non possiamo restare qui

È game over.
Adesso odiamo i nostri stessi fratelli
Faccio fatica ad andare avanti

Ma è così.
Continuo ad andare avanti
Sono curiosa di saperne di più
Ma dentro di me so che è meglio non sapere
Sopra la testa i robottoni volano in alto
E non si fermano maiRiusciremo mai a raggiungere un mondo di pace e di sorrisi?
Puoi starne certo
Che un giorno riavremo quei momenti

Ricordo i giorni lontani
In cui ti aspettavo e tu eri sempre lì
Fidati di me
E fidati anche della tua testa

È game over.
Adesso odiamo i nostri stessi fratelli
Faccio fatica ad andare avanti

Ma è così.
Continuo ad andare avanti
Sono curiosa di saperne di più
Ma dentro di me so che è meglio non sapere
Sopra la testa i robottoni volano in alto
E non si fermano maiRiusciremo mai a raggiungere un mondo di pace e di sorrisi?
Puoi starne certo
Che un giorno riavremo quei momenti

Venerdì, 16 Settembre 2016 13:39

Sicuramente chi di voi ci ha visitato negli ultimi tempi avrà sicuramente notato questa sezione di nome "Blog Personale", e probabilmente si saranno chiesto cosa fosse. Ebbene, la risposta è semplice. Nonostante il sito si concentri sull’offrire informazioni e servizi riguardanti l’arte contemporanea come anime, manga, videogiochi e musica, abbiamo deciso di inserire anche questa sezione del blog personale. Come potrete intuire, in questa sezione ci svestiremo dai panni degli appassionati di arte e ci metteremo a fare i blogger, raccontandovi le nostre esperienze di vita e non solo. Sarà un po’ l’angolo dello “Slice of life” del sito, se mi consentite il paragone.
Sarà tuttavia una sezione secondaria del sito. Questo va messo subito in chiaro. Quindi verrà aggiornato meno frequentemente rispetto alle altre sezioni, perché nonostante tutto la nostra priorità resta il sito nel vero senso della parola, e quindi nel servizio che offriamo.

Ora che abbiamo fatto questa premessa ed abbiamo messo in chiaro, adesso spieghiamo meglio l’esistenza di questa sezione pubblica. Sì, ho già detto che verranno pubblicate le mie (Anzi, forse è meglio scrivere “Nostre?” In fondo la sezione è libera e possono scriverci anche gli altri membri dello staff ) esperienze di vita, ma perché lo facciamo? La risposta è abbastanza semplice, per migliorare il nostro legame con voi utenti. Riteniamo che avere un pubblico affezionato al sito sia la chiave di ogni sito di successo, ma è difficile legare offrendo un semplice servizio e chi si è visto si è visto. A quel punto sarebbe come andare dal fruttivendolo la mattina, comprare delle mele e tornare a casa. Di certo non ti affezioni alla persona che ti ha venduto la mela. Ma se invece, quando vai dal fruttivendolo, parli con la persona che ti vende le mele… col tempo si instaurerà un rapporto, ed è questo che vorremmo fare col sito. Ricapitolando, quindi, questa sezione esiste in modo tale da raccontarvi le mie/nostre esperienze di vita, di migliorare il nostro legame con voi facendoci sentire più vicini e perché no, magari le nostre esperienze saranno anche utili a qualcuno.

Mercoledì, 14 Settembre 2016 13:49

Non credo di sbagliare quando dico che Koukaku no Regios (Chrome Shelled Regios) è una serie particolare dalle molteplici anime; nata infatti come Light Novel a storie brevi per la rivista Dragon Magazine nel 2006, ha finito col generare altri tre differenti Light Novel, due manga e la serie tv oggetto di questa recensione; un'altra particolarità è che tutti questi lavori sono pubblicati da differenti editori su diverse riviste o in volumi e sono scritti dallo stesso autore che continua tuttora a lavorare su tutte le storie con notevole rapidità.


Trama:
Ambientato in un futuro prossimo, il mondo si è desertificato e sono presenti dei mostri enormi detti "filth monsters", ovvero mostri infettati. Per proteggersi da queste creature gli umani hanno creato delle città mobili chiamate Regios, che vengono mosse grazie al potere delle fate. Nella città accademia di Zuerni, dove gli abitanti sono tutti studenti, arriva un ragazzo, Layfon Alseif, il quale dimostra subito grandi doti e viene adocchiato da Nina Antalk, leader del 17° plotone dell'arte militare. Layton viene costretto a farne parte dal presidente del consiglio studentesto, che copre anche il ruolo di capo della città e sembra sapere molte cose su di lui. Layfon dimostrerà di avere una grandissima forza, ma anche di nascondere dei segreti nel suo passato. Chi è Layfon Alseif in realtà? Cosa nasconde del suo passato? Inizia una nuova storia tra sentimenti e combattimenti.

Tecnica:
Una tecnica di disegno probabilmente non nuovissima, ma sicuramente di grande stile e impatto; il chara design è veramente ben fatto e i fondali sono veramente fantastici. L'animazione è ottima, soprattutto nei combattimenti dove troviamo una qualità degna dei migliori anime, ma anche in parti più statiche rileviamo sempre un minimo di movimento. La CG è abbastanza presente ed è fatta in maniera egregia, soprattutto i movimenti risultano fluidi e non meccanici come in serie che fanno largo uso della CG. La trama è particolare e abbastanza innovativa, grazie all'uso di flashback siamo in grado di comprendere allo stesso tempo sia la storia del presente che ciò che è accaduto nel passato; la l'evoluzione della storia fin'ora, è risultata fluida e non presenta episodi a vuoto; i personaggi sono abbastanza curati, ma non molto innovativi, infatti è un tratto già visto in passato in altre serie col rischio di fare confusione. Al sonoro va fatto un applauso, perché sia l'opening "Brave your Truth" che le musiche all'interno dell'anime sono molto belle e danno una carica incredibile.

Fansub:
Fate-Subs fa un buon lavoro di timing e traduzione, anche l'adattamento dei testi risulta buono e lo stile semplice per i sottotitoli ne facilita la lettura.
Gli episodi sono privi di karaoke e traduzione delle sigle, scelta che potrebbe piacere o non piacere; personalmente appoggio questa decisione dato che permette al gruppo di concentrarsi maggiormente sul fansub vero e proprio e allo stesso tempo diminuire il tempo necessario al rilascio, inoltre lo spettatore potrà gustarsi a pieno le sigle. Per quanto riguarda il file abbiamo un softsub mkv, di conseguenza è presente la raw senza manipolazioni che risulta ottima in tutti i settori compreso il drf; l'audio è un ac3 a 4 canali che simula il sorround e qui sono un poco perplesso perché, se la trasmissione era multicanale, non vedo perché non registrare direttamente col formato corretto. [ndClover]

Commento Finale:
Dopo aver visionato 8 episodi posso dire che la ZEXCS per l'inizio dell'anno in cui ha rilasciato quest'anime, ha tirato fuori un anime che aveva progettato di diventare un capolavoro, essendo molto dotato tecnicamente e avendo una trama intrigante. Sono ancora agli inizi (In totale ci sono 24 episodi) ma Koukaku no Regios punta molto in alto e se mantiene lo standard attuale può riuscire a diventare un titolo importante.

 

Disegno: 8 - Sonoro: 9 - Animazione: 9 - Trama: 8 - Totale: 8

NOTE FANSUB - by Clover
Concludo con un appunto, dato che ho letto di problemi riguardanti la grandezza dei sottotitoli che finiscono con l'occupare metà schermo; essendo un softsub i sottotitoli sono allegati e non impressi, ricordo che è possibile diminuirne la grandezza agendo sulle proprietà del programma usato per la loro visualizzazione (forzando le impostazioni desiderate) o estraendo il file dei sub per modificarlo.

Sabato, 10 Settembre 2016 15:03

Cari lettori, quest'oggi vogliamo proporvi un argomento tanto spinoso quanto mai attuale che invoca, ancora una volta, un po' di buon senso ed attenzione e che non mancherà di farvi riflettere. Stiamo parlando, quasi scontatamente per chi ha seguito con attenzione le ultime vicende del panorama giapponese, del caso RapeLay.

Andiamo con ordine; recentemente la reporter sud coreana Kyung Lah, impiegata della CNN nel settore della stampa internazionale come inviata speciale per il Giappone, ha approfittato del gran polverone mediatico sollevato dalla tanto discussa proposta di legge contro le rappresentazioni visive considerate come pedo-pornografiche per riesumare un vecchio scheletro nell'armadio della cultura popolare giapponese, gettando nuova benzina su un grande focolare ormai spento da tempo.

Ci stiamo riferendo all'eroge più aborrito di tutti i tempi: RapeLay, un videogioco per adulti che deve la sua grande fama a livello mondiale non tanto per i suoi aspetti prettamente videoludici quanto piuttosto al grande scalpore suscitato diversi anni fa per via dei suoi contenuti ritenuti aberranti dai media occidentali. Volendo sintetizzare, lo scopo di tale gioco consiste nell'impersonare un perfido ragazzo nell'attuare il suo piano diabolico di vendetta nei confronti di una povera ragazza che prevederà non solo il suo stupro ma anche il ripercuotersi delle violenze carnali sul resto della sua famiglia, tra cui come hanno sottolineato più volte i media la sorellina minorenne. Uscito nel lontano 2006 solamente nel Sol Levante, ha poi incominciato ad essere diffuso illegalmente su internet anche al di fuori del Giappone, grazie ad hacker professionisti ed a vere e proprie comunità di subber che hanno provveduto alla sua traduzione in più lingue europee.

Inutile scrivere altri dettagli o fare ulteriore pubblicità a questo titolo che non merita di continuare a ricevere nuova visibilità in territorio occidentale, cosa che invece gli ha permesso un recente articolo pubblicato in prima pagina sul portale telematico della CNN. Ribadiamo infatti che RapeLay aveva già destato scandalo in precedenza, in particolare lo scorso anno dove numerose testate giornalistiche si erano interessate al caso, tra le quali molti nostri media nazionali. Insomma, riportare oggi a galla una simile notizia, ormai vecchia, appare come una vile mossa da parte della CNN di attirare polemiche gratuite su quella che è una questione molto delicata.

Di fatto Kyung Lah, tirando in ballo anche il bizzarro matrimonio tra un videogiocatore ed un personaggio virtuale di un videogioco, sembra accusare la società nipponica e la sua cultura perversa del prosperare di queste produzioni. Tuttavia, al contrario da quanto si evince dall'articolo, il governo giapponese sta prendendo ampiamente in considerazione la problematica come dimostrato anche recentemente dal tanto discusso tentativo di censurare rappresentazioni ecchi raffiguranti minorenni. Non sarà un'impresa affatto facile per i politici giapponesi visto che prendere provvedimenti in questa direzione se fatto in maniera approssimativa può portare ad un danno considerevole alla loro cultura e di conseguenza anche limitare la libera espressione di molti artisti; in quest'ultima categoria troviamo coinvolto il mangaka Nogami Takeshi che agli esordi aveva debuttato proprio con opere hentai.

Sentendosi punto sul vivo dall'articolo della reporter sudcoreana ha voluto dire la sua con una missiva a lei indirizzata nella quale ha voluto manifestare il suo totale dissenso sulle infamie proferite verso la cultura del suo paese, affermando che dall'articolo ne conseguono implicazioni unicamente in grado di fomentare la paura, i pregiudizi e incomprensioni verso l'intero genere che in nessun modo può essere rappresentato da un caso singolare come quello preso in considerazione. Insistendo sul fatto che il Giappone è uno dei paesi più pacifici del mondo e che reati sia di natura generale che a sfondo sessuale sono in percentuale molto più bassi di altri paesi, ha anche citato alcuni versetti biblici invitando gli Stati Uniti qualora davvero si sentissero senza macchie e senza peccati a scagliare loro la prima pietra.

Esaminando l'articolo proposto alla nostra attenzione, possiamo senza ombra di dubbio stabilire che le affermazioni di Kyung Lah, seppur trovando fondamento, non hanno alcuna ragione di esistere al di fuori del territorio nipponico.
Riflettiamo ora assieme su una serie di punti, mettendo da parte per un attimo le nostre certezze culturali in quanto europei o statunitensi, e poniamoci una serie di domande che devono necessariamente trovare risposta prima di condannare aspramente questo gioco ed il mondo della pornografia giapponese (hentai e non) in generale.

Per prima cosa, avrebbe veramente senso bannare il titolo in questione, basandosi sul fatto che è un gioco di matrice nipponica che propone contenuti violenti ed inappropriati per i minori, andando a dipingere le donne come meri oggetti sessuali?

La nostra cultura occidentale ci direbbe senza alcun dubbio di si. Ma la cultura giapponese è completamente diversa; un gap incolmabile tra due nazioni diversissime non rende possibile un confronto alla pari, semplicemente perchè ciò che noi potremmo considerare ingiusto o vergognoso, per un'altra cultura potrebbe essere ritenuto accettabile, se non addirittura nella norma.
Partendo dal presupposto che nessuno dovrebbe avere il diritto di imporre le proprie visioni culturali su un'altra nazione, è importante affermare che le leggi repressive anti pedo-pornografia al vaglio in giappone sono da considerarsi dovute a pressioni esterne e non a proteste interne.

Questo è un ulteriore sintomo della differenza culturale tra Occidente e Giappone, che ha creato nel tempo una sua forma di espressione sessuale unica e difficilmente applicabile in contesti estranei al territorio per il quale è stata concepita. Altresì, è doveroso segnalare due importantissimi fattori: il gioco non è mai uscito dal territorio giapponese in forma legale, dunque il suo utilizzo è ristretto ai residenti nel territorio nipponico. Anche qualora fosse uscito dai confini giapponesi in forma legale, tuttavia, l'ESRB (Entertainment Software Rating Board) avrebbe decretato un voto specifico per delimitarne l'acquisto ai soli adulti. Questi due fattori vanno, per così dire, "a braccetto" con un altro punto fondamentale che noi occidentali fatichiamo ad accettare: i videogiochi sono un media come il cinema, la televisione, i giornali ed internet. Pertanto, sarebbe doveroso, visti anche gli enormi progressi tecnologici degli ultimi anni, accettare il fatto che i videogiochi non sono solamente per bambini.

Pare una cosa banale da dire, ma molte persone ancora oggi ritengono che i videogiochi siano specificamente per bambini e che opporsi all'eliminazione o censura di giochi dal contenuto ritenuto osceno o inappropriato equivalga a dare carta bianca ai minorenni su qualsiasi prodotto che il mercato ha da offrire. Tutto ciò è ovviamente falso. Esistono videogiochi per soli adulti, per bambini e per ragazzi prossimi alla maggiore età, tutti classificati e regolati da precisi meccanismi che impediscono loro di venire distribuiti alle fasce ritenute non idonee alla visione dei propri contenuti.

Dunque, alla luce dei ragionamenti sopra riportati, cosa possiamo affermare?
Ben lungi dal promuovere un gioco che propone contenuti estremi come l'abuso di ragazze minorenni, vogliamo però soffermarci su un fatto inequivocabile che ci sentiamo di difendere: la libertà consapevole di scelta, che è alla base dell'essere umano propriamente detto. Non ci appare giusto condannare un'intera nazione, bollandola come un "paese di sessisti e pervertiti repressi", basandosi su dei concetti e fondamenti occidentali che vedono il sesso e l'amore in maniera totalmente diversa, ed altresì non ci appare onesto ripescare dal cilindro una storia vecchia di anni ed anni che ha già fatto il suo scalpore all'epoca.

E’ giusto lasciare che il mondo sia informato sull'esistenza di un simile gioco da tutti i media e che venga condannato a priori sentendolo come un problema di natura internazionale? E’ giusto che il giornalismo aggressivo e pungente di una giornalista sudcoreana con tendenze di estremismo antigiapponese venga impiegata come reporter sul territorio nipponico da una rete americana?

Sentitevi liberi di dire la vostra e di esprimervi sulla questione, come sempre, nel rispetto del vivere civile.

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Mercoledì, 07 Settembre 2016 15:58

Conosciuta e rinomata a livello mondiale, la 07th Expansion, alla quale fa capo Ryukishi07, deve la sua grande notorietà a titoli ormai di culto principalmente legati alla serie When They Cry, ovvero i celeberrimi Higurashi no Naku Koro ni e Umineko no Naku Koro ni.
Entrambe visual novel rilasciate rispettivamente tra il 2004 e il 2008 episodicamente nel corso dei vari Comiket, hanno raggiunto un successo mondiale che ha consentito a questi giochi, nati come semplici doujin per PC, la possibilità di venire portati su diverse console, quali Playstation e Nintendo DS, senza tralasciare adattamenti anime di eguale fortuna.
Nessuno di questi ha mai però raggiunto il suolo italiano sotto forma di prodotto commerciale, quindi senza ampie conoscenze di lingua giapponese era pressoché impossibile reperire una qualsiasi di queste versioni. Questo fino a qualche anno fa, quando un gruppo di volenterosi italiani, uniti sotto il nome Ars Magica, ha preso il coraggio a due mani e si è lanciato nel progetto di realizzare una traduzione completa dei due capitoli di Umineko, per un totale di 8 Episodi e quasi 100 ore di lettura!
Dopo il raggiungimento di una certa notorietà che contraddistingue i volenterosi traduttori coinvolti ed essendo ormai prossimi alla conclusione della mastodontica opera messa in atto, è con grande piacere che ArtHub vi propone quest’intervista a caldo rilasciata dal portavoce del gruppo, RedKey, con il quale abbiamo scambiato diversi pareri ed ottenuto maggiori delucidazioni sul loro lavoro.

D: Come primissima cosa, vorremmo sapere qualcosa di voi. Della vostra storia. Com'è nata l'Ars Magica, e quando di preciso?

R: L'idea di tradurre Umineko no Naku Koro ni è nata nell'estate del 2009 da Titto, un vecchio membro che possiamo dire è stato il 'fondatore' dell'Ars Magica. Io sono entrato a far parte del gruppo solo nel gennaio 2010, a progetto già avviato (era appena iniziata la traduzione di Legend of the Golden Witch [Il primo degli otto episodi di Umineko]). A quei tempi comunque eravamo disorganizzati, non ci eravamo prefissati alcuna scadenza né avevamo certezza di riuscire ad andare oltre il primo Episodio. Durante lo sviluppo del progetto in questi due anni però è nato uno "zoccolo duro" composto da membri affiatati che, benché ridotto rispetto agli inizi, si è mantenuto costante. Il nostro ritmo di lavoro è molto più rapido ora.

D: Ora che abbiamo parlato della vostra storia passata ci piacerebbe esplorare più da vicino il vostro lavoro: tra quei nove rimasti così affiatati e ben organizzati, come dividete il lavoro?

R: Io estraggo la parte grafica e lo script dell'Episodio, e divido quest'ultimo in capitoli, a loro volta suddivisi per comodità in più parti. Swigun, Maruko, Occultics, Kaw e Dario le traducono, Maria e Sympho ricontrollano i testi per eventuali errori e tenere il più possibile uniformità di traduzione, che poi tornano a me per essere inseriti nello script finale dopo i dovuti accorgimenti.
Fatto ciò avviene il beta testing, ad opera di Ronso, Sensei e Swigun. Alla fine, chiru, che si occupa del nostro sito, pubblica la patch online.

D: Approposito del controllo del testo, tendete sempre a dargli uniformità fra di voi oppure fra gli "addetti ai lavori" ci sono dei membri che conoscono la lingua giapponese ad un livello tale da poterla usare come riferimento?

R: Il fulcro principale è la traduzione inglese, sia per l'adattamento italiano che per il controllo della fedeltà Ci affidiamo al giapponese quasi esclusivamente per alcune frasi particolarmente ambigue, di difficile resa, o per cui è fondamentale saper mantenere integro il significato letterale (ad esempio il testo rosso, o la soluzione dell'Epigrafe).
Ciò è causato dal numero esiguo di membri che conoscano il giapponese ad un livello adeguato.
Ricontrollare tutto il testo originale è possibile, ma allungherebbe a dismisura i tempi di produzione.

D: Dunque lavorate principalmente basandovi sul lavoro anglosassone. Anche il vostro modus operandi è simile a quello del gruppo inglese oppure vi sono differenze nell'approccio al progetto?

R: In linea di massima è lo stesso, tranne alcuni accorgimenti: per noi è un po' più semplice, dato che della traslitterazione dei nomi, effettuata attraverso contatto diretto con l'autore, e della struttura base dello script per ONScripter se ne sono già occupati The Witch Hunt - ringrazio in particolare Klashikari e chronotrig, che si sono sempre mostrati molto disponibili nei nostri confronti. Per certi aspetti invece è leggermente più difficile, dato che cose come le lettere accentate, proprie della nostra lingua, non sono nativamente supportate dal programma.

D: Ora vorremmo toccare un argomento che per alcuni potrebbe risultare scontato, ma ci teniamo a chiarire questo fattore per quanti sono rimasti perplessi dalla scelta passata di escludere l'universo del fansub. Come si differenzia il vostro lavoro di traduzione rispetto al mondo dei fansubbers?

R: Prima di tutto chiariamo una cosa: in quanto a legalità in generale il mondo delle traduzioni fan delle visual novel si colloca nella stessa area grigia del fansub - teoricamente i gruppi lavorano con la richiesta di un produttore di cessare l'attività (la famosa lettera Cease & Desist) come una spada di Damocle.
Secondo me, da un lato sono tollerate perché comunque raggiungono un numero molto esiguo di persone, o comunque perché alle compagnie coinvolte non interessa condurre una "caccia alle streghe" in questo senso.
Dall'altro, ci sono gruppi doujin, magari emergenti o non molto famosi, che accolgono molto volentieri l'opportunità di far conoscere il proprio lavoro a una fetta più ampia di mercato a costo zero. Di questo fa parte Ryukishi07 che, nonostante sia famoso nell'ambito, principalmente grazie ad Higurashi, si è dimostrato molto gentile ed entusiasta nel sapere che Umineko avrebbe avuto una traduzione italiana.

D: Oltre ad essere il primo gruppo italiano ad aver portato a compimento e con successo una traduzione mastodontica del calibro di Umineko siete addirittura riusciti ad ottenere il via libera dallo stesso autore. Come avete ottenuto un tale risultato? É stato difficile convincere la 07th Expansion?

R: No, assolutamente. A onor del vero, abbiamo lavorato per molto tempo con una certa esitazione prima di scrivere alla 07th Expansion - non eravamo ancora sicuri di poter finire ciò che avevamo cominciato, e volevamo evitare eventuali brutte figure con l'autore. Poco tempo fa (era già uscito l'Episodio 7) abbiamo deciso che quello sarebbe stato il momento giusto per contattarli, e Ryukishi07 ci ha risposto subito dandoci la sua approvazione.

D: Dopo Umineko intendete rimanere fedeli alla 07th Expansion e tradurre anche Higanbana no Saku Yoru ni. Avete altre previsioni o idee per quando completerete anche questo progetto?

R: Oltre ad Higanbana, tradurremo Umineko no Naku Koro ni Hane, un brevissimo cd aggiuntivo che davano al Comiket 81.
Umineko no Naku Koro ni Tsubasa, che contiene altre brevi storie, è ancora in forse, ci servirebbero più traduttori dalla lingua originale dato che non è mai stata fatta una patch inglese completa.
Al prossimo Comiket estivo uscirà Rose Guns Days, sempre della 07th Expansion, ma non vogliamo prendere impegni ancor prima di averlo letto e aver visto se è di nostro gradimento.

D: Della produzione 07th non avete considerato Higurashi no Naku Koro ni, opera prima e portabandiera della compagnia. qualche ragione in particolare per ignorarla?

R: Ci abbiamo pensato a lungo quando abbiamo discusso su cosa fare dopo Umineko, ma abbiamo concluso che significherebbe altri due anni circa di lavorazione, e siamo un po' restii a prendere di nuovo un impegno a così lungo termine. Vogliamo cimentarci in qualcosa di più breve.

D: Bene, ora che abbiamo chiarito le vostre intenzioni future, sarebbe interessante passare ad un argomento più ampio. Dal vostro punto di vista, quali possono essere considerati i punti di maggior differenza tra le visual novel e gli altri media di animazione giapponese come anime e manga? Pensate che siano queste differenze la causa del loro minor successo, oltre ai problemi di diffusione?

R: Mentre gli anime e manga sono diventati un fenomeno molto diffuso in diverse parti del mondo, le visual novel sono ancora viste come appartenenti a una ristretta cerchia di pubblico otaku. Non hanno avuto la stessa diffusione, complice probabilmente la concezione delle compagnie di videogiochi di ciò che può risultare essere un prodotto adatto al mercato occidentale, in cui come possiamo vedere sono pochissimi i titoli di questo genere, e la conseguente mancanza di mezzi per superare la barriera linguistica e raggiungere il grande pubblico anche in Occidente.
Ogni gruppo di traduzione ha naturalmente come obiettivo principale il far conoscere queste opere di nicchia e permettere al maggior numero possibile di utenti di poterne usufruire.

 

D: Come vedete la diffusione delle visual novel in Italia?

R: Non ricordo alcuna traduzione ufficiale in italiano. Il massimo che mi viene in mente è Ace Attorney, che non è una visual novel. Questo tipo di prodotti, a meno che ibridati con altri generi e gameplay, difficilmente vedranno la luce.

D: Grazie per averci concesso il vostro tempo. Come ultimo, immaginiamo che voi siate dei promotori dell'acquisto dei prodotti originali. Se doveste esortare i nostri lettori ad acquistare delle novel originali, come lo fareste?

R: Molti prodotti hanno una versione trial liberamente scaricabile (quella di Umineko anche tradotta in inglese da The Witch Hunt con tutto l'Episodio 1), consiglio sempre di consultarla per essere convinti dell'acquisto.
Dal canto nostro, cerchiamo di agevolare la transazione nel modo più semplice possibile. Link diretti ad hobibox, istruzioni all'interno del readme, supporto diretto. Insomma, quello che è in nostro potere fare, lo facciamo.

Dimostratisi molto disponibili, i membri della Ars Magica hanno chiarito la loro personale visione riguardante il mondo delle visual novel ed hanno aperto una finestra su un mondo che è ancora ben lungi dall’essere maturo, ma tuttavia in espansione costante. Confidiamo che la lettura sia stata piacevole e che i nostri affezionati lettori abbiano trovato gradito quest’angolo di curiosità riguardante una fetta di mercato che, benché poco apprezzata in occidente, sta prepotentemente invadendo la concezione occidentale del giocare “alla giapponese”.

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